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Nel riorganizzare il karaoke, appuntamento ormai celeberrimo e imperdibile, si è pensato di farlo nell giorno di san valentino considerandolo la più squallida delle feste dell’anno, seconda forse solo ad halloween. Direi che data la scelta di data anche la selezione dei pezzi debba essere “ragionata”. prima di andare a letto (che sto giappone e sta guerra fredda e sti communisti m’hanno rotto il cazzo) inizio con la raffica. DIREI che questo sarà il must della serata.

Sayuri Kokushou, membro delle Onyanko, antesignane delle AKB fotieito (perché erano tante pure loro) Se questa, shallàllàllà, non la sapete, vabbè non venite neanche al karaoke. Godetevi il concerto, il trasporto del pubblico che le fa da coretto, e le poracce dietro che ancora non avevano scoperto le fantomatiche quanto infallibili lacche giapponesi. Vorrei includeste nell’esercizio vocale anche il “minnaaaa!” “saigo issshoniii!” “shubiduba”.

Ecco che facciamo un salto di 30 anni. Ed ecco che le lacche finalmente si esprimono al loro meglio. In una versione tutta rimodernata, in stile “kawaii working class ma pe gnente skinhead” le Watariroausiruwie Watarireerhai Watariariue vabbè non ce riesco.. W-a-t-a-r-i-r-o-u-k-a hashiritai (la vera new entry di questo karaoke), capeggiate da Mayu “frangetta inamovibile” Watanabe, famosissima akiappa fotieito e oshimen di qualcuno di noi. Fondamentalmente lo potremmo chiama il gruppo de Mayuyu e qualche altra squinzia a caso (ma tanto inutile negare, a breve sapremo pure i loro nomi, tranquilli).

Diciamo che questo è un sottogruppo ultra kawaii, ma di quelli che proprio non puoi resistere, delle suddette fotieito. E hanno rifatto sta cover, quindi si sono meritate un posto nel nostro karaoke (ma mi dissero che in mia assenza, mentre combattevo con soier, era stata già cantata nei precedenti “incontri”, quindi apposto)
Qui che dirvi: PARENTAL ADVISORY EXPLICIT KAWAII CONTENT
dio cane non c’è niente di più kawaii de ste WatarietirrioukaiisaueOKA

E qui infine l’esplosiva COMBO.

Ovvero come umilià ‘na vecchia sbattendole in faccia l’angustiante problema del gap generazionale coi nati dopo il ’94.
Insomma Sayuri s’è invecchiata (ma c’ha sempre belle gambe, come commenterebbe il saggio Ignazio o qualunque altro padre), vestita de nero (perché il nero sfina) e loro sempre più kawaii porco cazzo, poi dei trans giapponesi, minuto 2.04 forse l’unica fotieito che sa canta’, minuto 2.12 delle ritardate che sgamano la kawaiiness e una ridicola cor cappello, poi lo starnazzare delle warota e risate generali sull’ovvio fatto che Sayuri era praticamente ‘na vecchia fuori luogo, e infine scopriamo che Akimoto, furbo manager delle fotieito, è il compositore pure de sta canzone e il creatore delle onyanko (!!) e qua tutto torna vecchio volpone di un Akimoto. Oi!

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Mi sono ricordata un episodio, sono sulla Chuo line, a Tokyo, di fretta come sempre, ma decisa almeno questa volta a sgamare da dov’è che si vede il Fuji-san.. Davanti a me sono sedute due ragazze, due amiche. Una delle due decide che non è abbastanza kawaii e prende i trucchi per completare l’opera. Ma la Chuo line non è molto stabile e la tizia, che per semplicità rinominerò Kawaii1, comincia a darsi mascara negli occhi, phard in fronte, rossetto nel naso e via dicendo. A peggiorare il tutto l’intervento dell’amica, Kawaii2, che si prodiga nel fornirle il più prezioso quanto inutile aiuto del mondo..
Improvvisamente Kawaii1 ha un’epifania in corso d’opera, si rende conto della goffaggine con cui sta gestendo la faccenda e si lascia travolgere da un isterico attacco di risolino. Inutile dire che ciò rende l’impresa trucco ancora più difficile. In poche mosse contagia di “ridarella” anche Kawaii2, ma entrambe si rendono conto di trovarsi in metro, che in Giappone, a Tokyo, significa “no chiasso”, peché il chiasso qui è cosa rara, non si ride sguaiati in pubblico così di frequente, ci si deve controllare.
Non hanno però valutato il fatto che come il più svogliato degli sbadigli quel sorrisetto divertito lo hanno attaccato anche a me: non riesco a resistere, mi trattengo con tutta me stessa, serro la bocca sapendo che sarebbe maleducato ridere di loro, cerco di non guardarle per dimenticare che mi sono goduta l’intera scenetta facendomi un bel mazzeetto di cazzi loro.. Ma non ci riesco, non ci posso fare niente, mi viene troppo da ridere.
E se ne accorgono. Ci scambiamo qualche occhiata e succede che si divertono anche loro, quasi compiacciute di avermi intrattenuta col loro “teatrino”, al punto che se ne fregano dell’etiquette da mezzo pubblico e finiamo a ridere tutte e tre come delle cretine.
Fine dell’episodio.