l’unica donna che dopo un mese de tokyo non è ancora stata né al giburi musium, né alla torre de tokio, né alla skai tauer, né a nikko, hamakura, hakone, né a sti giardini imperiali dercazzo.. Però è stata a chiba, nei posti “malfamati” (ahahahha, ahahah) de shinjuku (e comincia pure orientarcisi), a n’handshaking de aidol senza senso, alla mensa del partito commmunista giapponese, al festival dell’università soka gakkai, ha cantato hidarikiki, s’è fatta preparare 8 negroni dai baristi, ora riesce a fa le salite in bicicletta co 3 marce, le manca roma (e l’as roma) ma vive bene anche qui e quando torna la sera prende freddo alla gola e alla capoccia e c’ha le chiappe fredde.
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