Oggi ha cominciato a cambiare l’aria. fa più freddo ed andare in bici era davvero piacevole. Sono andata in un negozio di prodotti italiani a Shinsaibashi, volevo delle fettuccine, del peperoncino come dsi deve, del pesto e qualche altra cosina.. Ho ceduto all’italianità.

I sentimenti e le sensazioni che provo ogni giorno sono difficili da mettere nero su bianco dopo qualche ora da quando il ho provati. Ma mi è impossibile fermarmi e scrivere in ogni momento. Sarebbe troppo poetico e libresco, in realtà poi a lavoro mi riempiono di cose da fare e a casa rimastemi poche ore sono sempre impegnata in altro o preferisco proprio uscirmene.

Le cose con Ayumi sono migliorate, ci prendiamo molto di più. Giovedì le cucino una bella pasta (fettuccine appunto) al ragù speriamo di far bene.
Domenica le è praticamente “esplosa” la pentola a pressione: io ero in bagno ed è venuta a chiamarmi con un misto di risate e imbarazzo.  La cucina era totalmente ricoperta di zuppa giapponese, in origine destinata nel nostro caso al povero fidanzatino malato di ayumi, che era venuto a riposare e portare i suoi batteri a casa nostra. Restituita alla cucina una parvenza di cucina sono uscita con Miho. E’ stata un pomeriggio veramente piacevole. In realtà tutto il fine settimana era girato per il verso giusto.
Venerdì sono stata invitata da un collega per una buonissima cena: è finita ad alcol e chiacchiere. Yamaguchi, collega giapponese anche lui invitato, aveva portato dei budini alla castagna che definire buoni è un eufemismo. Qua ad Osaka si mangia troppo ma troppo bene.

Sabato invece sono stata con altri colleghi agli Universal Studios: parco giochi prevalentemente per bambini, con pupazzi che vanno da Hello Kitty a Snoopy. Io odio vedere i pupazzi dei parchi giochi. Dentro c’è uno stronzo che si sta guadagnando la pagnotta fingendo di essere il più felice sulla terra.. MA CHE MERDA! E odio le sfilate a mo’ di carri carnevaleschi, co sti pupazzi del cazzo: mi imbarazza vederli ballicchiare con mosse scattose e caruccette, gni gni pu pu, e indicare, puntare la gente, i bambini e salutare. Come per dire “sì yeah dicevo proprio a te, sei il più fico di tutti! ora ti indico e ti saluto” “però aspetta anche vicino a te c’è il più fico del mondo, ehy ciao bambino, sì proprio tu!”… Che orrore. Mentre magari quello dentro al pupazzo sta pensando che è un fallito perchè ha fatto cilecca con la donna o che deve passà alla posta pe pagà l’abbonamento alla rivista “Tutto sul badminton”, ma se sta parata non finisce in tempo je chiude lo sportello.
Non volevo aprire questa parentesi ma l’orrore per le parate disney, warner, universal e quant’altro lo volevo condividere e mi sono persa.

Ad ogni modo anche se sembra difficile crederlo dopo le mie parole, sono stata benissimo: la cosa più straultracool è stata l’attrazione BACK TO THE FUTURE e la foto con la Delorean dietro mentre io e Leonardo, il pupo con noi al parco, figlio di collega, guardiamo l’orologio come l’amato Micheal J. Fox. Ovviamente i giapponesi che ci squadravano non hanno capito la citazione, ma chiselincula. Eravamo una vera attrazione: per una coincidenza tutta la compagnia dei cinque era biondo capelluta. Il bimbo, leonardo, era diventato un’altra attrazione del parco: i “かわいいいいいいいい” ovvero i “Checcccarinooo” da parte delle ragazze in fila o in giro si sprecavano. Qualcuno di mia conoscenza avrebbe sfruttato immediatamente il marmocchio per rimorchiare..!

Penso di essermi presa anche io qualche  “めっちゃかわいいい” , la mia chioma bionda, finchè dura, riscuote ancora successi. Che responsabilità essere biondi in giappone. In certe scuole mi diceva Miho (tipo la sua al tempo) proibivano di tingersi i capelli! che genii di razzismo che sono i giapponesi:D Sono semplicemente razzisti, in buona fede! Mica pe cattiveria, però raus! ahah Si passa dal percepire odio e disprezzo negli occhi di qualcuno, all’amore profondo della cassiera 50enne e più del supermercato dietro casa conquistata con una battuta sulla pesantezza della spesa (ebbene sì faccio battute in giapponese!) mi si voleva n’altro po’ adottare. Ma di lei parlerò più avanti.

Comunque… Sabato sera invece, stremata dalla lunga giornata agli Universal dopo millemilioni di km (perchè sti studios stanno in culo a osaka, vi dico solo che abbiamo preso: bicicletta, metro, traghetto) torno a casa, mi cambio alla velocità della luce, mando il solito messaggio: perdonami sarò in ritardo, e incontro Hiromi:) New entry tra le amiche, conosciuta tramite un sito italia-giappone, perchè noi siamo gggiovani tencologggici, è stata una piacevole compagna di cena e bevuta. Si è parlato del più e del meno, così come di andarcene a fare viaggetti qua e là in questo periodo. La vedo molto propensa a muoversi e io sto ovviamente in fissa.

Umeshu a go go, sakè e poi abbiamo perso gli ultimi treni per tornare a casa. Io ho rimediato con un altra linea metro e un piccolo pezzo a piedi, lei pure aveva un’altra linea, ma s’è tipo dovuta fa 15 minuti a piedi. Privilegi di abitare in centro..una volta tanto in vita mia.

Eccoci tornati a domenica. Dopo una bella dormita me ne esco per ora di pranzo, me ne vado nelle amate Nipponbashi e Nanba e subito dopo l’inizio della pioggia ci incontriamo con Miho. Perfetto piove. Il parco dove volevo andare chiude alle 5 e comunque sta per diluviare. Si decide (Miho lo decide, e credetemi è cosa rara!:P ) di andare all’Aquarium di Osaka, uno dei più importanti del mondo a detta loro, ma non ci credo. Non sono un’amante dei pesci, ma questi erano veramente uno spasso. E poi l’ultima volta che ero stata in un acquario era a Barcellona in gita scolastica ed ero ancora ubriaca dalla sera prima… un incubo. Immaginatevi un post-sbornia. Mal di testa, nausea, tremore, ubraichezza, accollaggio.. tutto questo in un acquario. Costretta poi ad andare perchè parte del giro turistico previsto per la classe. Che momento tragico. Maria e Erica avevano accusato meglio la mattina dopo. Ma io fracica già al tempo di sicuro mi ero fatta quei tre cicchetti in più tanto per fare la sborona e quella che regge l’alcol, e la mattina dopo li stavo pagando tutti. Pesci, vomito, acqua, vomito, bollicine, vomito, colore blu e verse, vomito. Ancora ricordo gli ultimi rutti pre-uscita: quelli della salvezza, quelli prima della fame tossica. Eravamo stati dentro un’eternità e il mio fisico aveva deciso che doveva darsi da fare a smaltire ora e subito. Mi ero data da fare con Maalox e quant’altro e il momento che rividi letteralmente la luce del sole e non quella filtrata delle vasche, mi sembrò di rinascere. Insomma, un incubo anche un po’ ridicolo che dovevo cancellare con un ricordo migliore.

Sti pesci fanno ridere un botto. Miho è sufficientemente cretina da interpretare qualunque posizione pescifera nel più scemo dei modi. Certo ammetto che quando trovi un pesce in posizione verticale a bordo vasca non è che serva grande senso dell’umorismo per prendersi gioco di lui.
Miho continuava a ripetere: “Mi sta prendendo in giro. No non ci credo. Mi stai prendendo in giro?” parlando col pesce.
Pesci dalle forme più idiote: a uno di questi (tra l’altro pesci abnormi e questo a pensarci mi fa un po’ tanto schifo) madre natura si era palaesemente scordata di fornirgli la coda. Imbarazzante.

Ma non vorrei parlare di pesci sinceramente.

Miho, mentre eravamo al MacDonald e probabilmente per azzittirmi visto che già avevo iniziato a cacarle il cazzo facendo la finta salutarista anti multinazionali e dicendole quanto alla fine la robba di mac facesse cacare, mi comincia anche a raccontare che lei e la madre si sono attivate per cercarmi il nome giusto in giapponese, cioè la giusta pronuncia abbinata a kanji che abbiano un senso compiuto. E nel farlo si sono anche divertite alle mie spalle appioppandomi dei KIARA che significano “Sentimenti Rozzi, spirito rozzo” 気荒 . Ma quello “serio” più gettonato è stupendo. E significa “speranza per un brillante/domani che verrà” 希明来. Cazzo  めっちゃすごい!troppo bello, quasi non me lo merito. Me sa che spirito rozzo mi si addice di più:P

Cose da raccontare ancora tante, la serata con Miho è poi finita in un posticino delizioso, rozzo quanto accogliente consigliatomi da un collega. Buona la birra buona la cena. Ne parlo domani, ma per stasera ho finito le cartucce. L’effetto stordimento da birra sta finendo, ayumi sta andando a letto pure lei, ho speso abbastanza pure mandando email col cellulare, insomma t-rex può andarsene a nanna.
Domattina il quotidiano combattimento coi salary men giapponesi su strada. Li odio. Quelli giovani pretendono de svejasse tardi e arrivà in tempo a lavoro, correndo per strada o sul marciapiede, in biciletta come camminando, cambiano direzione all’ultimo momento prima di un semaforo, agitandosi con sgraziati movimenti manco fossero stati colti da ictus; ma i peggiori sono quelli vecchi: con capello tendente bianco, o incicciottiti da una vita di uomini divorziati che tutti le sere vanno tristemente a mangiarsi udon fuori casa perchè a cucinare ce pensava sempre la moglie schiava e mo che so separati se ritrovano senza cena, maledettamente antipatici perchè non vedono una fica se non quelle nelle riviste porno, assolutamente impotenti causa troppo lavoro, e che camminano come de clown del cazzo in mezzo al marciapiede o agitando il braccio libero dalla ventiquattrore manco je desse la carica pe vive. Ecco oggi a uno di questi gli ho accidentalmente colpito la manoccia grassa mentre in bicicletta cercavo di zigzagare la MAREA di giapponippi frettolosi che andavano nella mia opposta direzione. Subito mi giro tra un “sumimasen” e un “gomennasai” e trovo la faccia de sto stronzo: me guardava come se fossi colpevole di chissà che misfatto e meritassi la gogna. Faccia di sprezzo misto a stupore, e ci giuro che ha pensato: “sta straniera del cazzo”. Al chè i miei sumimasen e gomennasai si trasformano magicamente in un “mavvatteneaffanculo” con mano a cucchiara molto esplicativa, almeno a roma. Magari je casca pure quel cazzo de braccio, che pareva n’aliante mentre camminava, non un cristiano.

ma mo perchè stavo a raccontà sta cosa?

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