Scritto il 12 settembre

Talvolta mi chiedo cosa si godano le persone della propria vita. Sono sul treno, tornando da Riace a Roma per l’esame di archivistica. La prima parte del viaggio è andata liscia liscia.. pochissime persone nel mio vagone di lusso di prima classe, gentilmente concesso da un papà ferroviere che ha per la famiglia biglietti di viaggio illimitati… si ma con chi ci viaggio? E a 26 anni è finita la pacchia, se di pacchia si è parlato. Ma come al solito mi sto dilungando su dettagli inutili… Qui vicino a me è salito un tipo.. di quelli che entrano che già parlano al cellulare, che non hanno valigia e che nemmeno si siedono che già c’è un portatile sul loro tavolino. Sì anche io questa volta ho un portatile con me, non mio, con una sua storia alle spalle, e di certo non così nuovo come quello del tipo. Il mio ha proprio bisogno della spina, quello del tipo avrà un’autonomia di batteria di minimo 75 giorni. Questo tipo parla al cellulare, parla di case, di studi da ristrutturare, di studi da costruire “perché a roma ancora non ce l’ho uno studio”, parla di gente che lo chiama perché ha saputo che vende casa mentre lui sta casa non la venderebbe nemmeno per 8 milioni di euro. La cifra minore che gli è uscita di bocca è “535 mila euro”. Ah ecco no, ora ha detto 100.000, non so chi gli deve sti 100.000 euro di danni. Io con 100 mila euro ci farei proprio un sacco di cose. Ma quale danno arrecato può valere 100 mila euro?….

Nel frattempo qui davanti la natura fa del suo meglio: un tramonto dolcissimo, il cielo così sfumato… Io anche spesso non mi godo questi spettacoli distratta da tante stupide questioni. Però ancora mi piace vedere il profilo delle montagne definirsi così tanto su un cielo celestissimo. Non la vedo come un’astrazione dalla realtà. semmai il contrario, perchè la sensazione è simile a quella del risveglio, in cui riprendi contatto con ciò che ti circonda: tu sei improvvisamente lì davanti a questi pirotecnici spettacoli naturali e dici: “toh guarda che cazzo rischiavo de perdeme pe sta appresso a windows xp!” Le luci cominciano ad accendersi per strada, perché è sera, le 19.23 per la precisione. Io ho ancora una 50 ina di pagine di archivistica davanti, ma ho anche una cena cinese con delle amiche che mi aspetta, papà che mi aggiorna ogni mezz’ora su quanto ritardo porta il treno, mamma che mi descrive cosa fa il gatto per sms, e sono abbastanza felice della mia vita, totalmente serena di cominciare a diventare qualcosa che mi sta bene.

Questo tipo qua vicino, forse ha tante cose però si sta perdendo questo panorama, e la torta che porta dentro quella scatola chissà forse è per una figlia di 7 anni che per quando lui sarà arrivato a casa stasera sarà già a letto. Forse sì, forse no. Forse sono io che l’ho immaginato così.

 

Ora mi vedo una puntata di ugly betty perché voglio fare la fica tecnologica col portatile scroccato.

 

Ps, valerio mi diceva sempre quando eravamo a cena fuori e lui si assentava un attimo per fare pipì, che mi ritrovava con l’orecchio tutto proteso verso un altro tavolino… viziaccio

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