Ma insomma… che vita demmerda.

Parental advisor: bestemmiel 

Oggi me rodeva er culo fin dal mattino, sarà l’infame antibiotico.
Mi recai in quel di fetida università speranzosa di riuscire nell’ardita impresa di verbalizzare una pulciosa idoneità in italiano scritto, ma fin dal mio arrivo l’infausto incontro: guardie non bene identificate mi invitavano dolcemente a NON entrare attraverso il cancello della MIA università nel parcheggio della MIA università perchè perchè blablabla lo sapevano solo loro, "e non c’è posto", "e il posto è finito", e "bla bla" e il "parcheggio è pieno".

* "Ma quanno mai?? Io ar parcheggio ce entro quanno e come me pare e volemo scommette che er posto porcozzio lo trovo comunque?, perchè io so fica e c’ho la 500 fiat, che je lo mette al culo a tutte le vostre macchinacce stescionveghon demmerda e pure alle smart désta minch*a". 

 "C’è il parcheggio più avanti sinorita" "E sti cazzi" fu pronta risposta. Meno male che il finestrino solo moderatamente aperto, mi salvò da altrimenti rognosa situazione, permettendo solo un lieve perturbamento nell’umore della guardia, giacchè mi aveva sentito solo vagamente proferir parola. Me medesima ingranò con ardore la prima e sgommò con eleganza e candore, raggiungendo i 60 km/h in 3 secondi, peripezia concessa nella normalità degli eventi solo a testa rossa e maserati. Sempre "siniorita" mi portai nel primo e più vicino parcheggio, quello sterrato e ombreggiato dagli alti faggi, alla ricerca di un posto sicuro per la mia autovettura scalpitante. Ahimè incappai in due invisibili quanto profonde e piene d’acqua, buche_da_strada_sterrata™, di quelle che "gli ammortizzatori ringraziano" e un po’ innervosita, ma ancora speranzosa aguzzai la mia famosa acutissima vista da fagiano eroinomane.

* "Ma porca mad.. ma che cazz.. ma che è aò.. me stavano a aspettà?! Ma guarda te aò pure piene de merda.. m’hanno schizzato tutta la fiancata de fango e piscio porca puttana.."

Mi resi ben presto conto che di posti non ce n’erano nemmeno a pagarli in natura e presa dalle imprecazioni mancai di poco il faggio. Mi recai dunque al secondo parcheggio e arrivata all’entrata del medesimo fui gentilmente avvisata con tali parole che QUELLO ma proprio QUELLO era il parcheggio in cui dovevo entrare.. "Sì qua qua, deve entrare da qua"

* "Papera di merda togliti dal cazzo lo so dove devo entrare imbecille ritardato, levati che sennò diventi la nuova fantasia dei pneumatici pirelli stronzo"

Insomma un po’ indispettita per l’inutilità del consiglio della guardia entrai nel parcheggio arrecando appositamente fastidio all’agente_e_all’amico_andate_a_lavorare. Entrata non era ancora finita la mia conversazione con guardie e affini. Un simpatico omiciattolo rotondo e grosso accennò, almeno stavolta con una certa qual gentilezza, l’amara realtà: il verbo del giorno era accostarsi il più possibile alla vicina macchina. E persi il conto di quante volte me lo disse e ripetè e disse e ripetè.

* "Ho capito palla di lardo, mi sto accostando, tu non sai di stare a parlare con sciumachèr.. queste so bazzeccole pe me però me sto veramente a rompe er cazzo perchè se questa della machina vicina nun se sbriga a scenne e levasse dar cazzo, la falcio e poi la sotterò sotto er brecciolino bianco"

Uao parcheggiai! Ancora lontanamente giuiosa mi affrettai verso l’edificio B piano 2°, stanza 38… Ma lì l’ultima stroncante verità pronta ad accogliermi: l’assistente, la professoressa, il nano che vi avevo trovato in amabile conversazione la volta precedente non vi erano.. Non v’era nessuno, lo straccio di nessuno.

* "Eh no! e porco dio!"

EDIT: Evvai ho appena scoperto che domani devo andare in culandia non so dove n°34 anche chiamata via emilio qualcosa tipo longoni o giù di lì per faccende affanccendose a prender chissà quali libri da chissà quale amica di amica di amica di compagna di università.. che cogliooooooooooooniiiiii. Tutto tempo preso allo studio che ho le ore contate e al sonno..

viva viva l’olio d’oliva!

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