I know he’s not the kind, the kind that settles down
And I know he finds it hard to keep his feet on the ground
He goes drinking every night down the pub with all his mates
Getting into fight’s staying out till late
But when he comes home rolling drunk
Don’t get the ‘ump, just remember
Even though guys need someone some times

Coccki Sparrer di mamma… Stamattina risveglio forzato.. finestra aperta (mamma!), frecce tricolori sfreccianti (ma col cazzo che a cinecittà sprecano i loro fumi gassosi colorati..) e rumore. Decido di alzarmi. Faccio una leggera colazione, dopodichè mio padre mi chiede di ascoltare delle telefonate del Magnotta e lo accontento.
Poi decido di continuare a spolverare vecchie glorie nella mia memoria, cercando in rete notizie su un certo SIGNORE che mi era stato rimembrato l’altra sera e chiedendomi se qualcun altro fosse cresciuto con la speranza, un giorno, di poter partecipare alla sua fottutissima signora trasmissione ed essere presente nel momento della conquista del regalo. Domanda retorica.. qualcuno per fortuna lo ricorda. Nonno Ugo o meglio NooOOOnnnooo UUUuuGooo. Non so bene esprimere l’emozione, le sensazioni che provavo guardando quella strana macchinaccia che credevo particolarmente magggica. Ho sognato di poter DARE la martellata, VEDERE il mio regalo scendere dallo scivolo. Beh non è mai accaduto se non nelle mie più trash fantasie di bambina.. Ho trovato un articolo di cui riporto un piccolo pezzetto e il link, per gli interessati (e andateci perchè dice tutto quello che vorreste ricordare).

<<I protagonisti di questa trasmissione sono tanti, tutti indimenticabili.

– C’era lo “Sputagiò”, la macchina infernale che sputava i giocattoli in modalità random.
Il bambino che superava la sfida iniziale con un coetaneo, doveva dare una martellata (con un finto martello di gomma, gigantesco per un esserino alto mezzo metro) per ricevere un giocattolo.
Tutti i bambini, a quel tempo, credevano che dietro quel marchingegno ci fossero centinania di meccanismi in grado di pensare e scegliere il regalo più adatto. Solo oggi, a 27 anni, capisco che forse – ma non ne sono ancora sicuro – dietro lo scivolo da cui arrivavano i premi, ci fosse semplicemente l’uomo delle pulizie o il portiere della Città che si occupava di mandare giù le cose.
Oggi lo Sputagiò è stato riciclato e trasformato in un frigorifero. Il fortunato possessore è ignoto ma se avete notizie fatevi sentire.
Storico

– C’era Pierino, alias Alvaro Vitali, che presentava la trasmissione. Negli anni in cui godeva di una certa fama (..) e un suo film riusciva a portare gente nei cinema (d’altronde o lui o Thomas Milian ), quale migliore scelta per il ruolo più importante?
E Pierino ce la metteva tutta… anche perchè forse aveva intuito che, di lì a poco, le cose sarebbero cambiate e il mondo snob della televisione lo avrebbe presto dimenticato (nooo! noi lo amiamo!). Meglio mettere da parte qualche soldo per la pensione.
Indimenticabili i suoi dialoghi in romanaccio coi bambini; divertentissimo lo stile trash nella conduzione del programma; da annali della televisionnezza – leggi: televisione-monnezza – le sue battute o le sue frasi (oggi il peggiore dei Grabriele Cirilli sarebbe un mostro sacro in confronto).
Come quella volta che un bambino vinse il gioco della roulette (molto educativo come premio) e lui se ne uscì con un mitico:
“Anvedi, hai vinto la roulotte!!”…
Indimenticabile >>
C’era pure Moana Pozzi, il Clown Tata (
http://www.geocities.com/tatadiovada/ ) e Lui! Ri-cito:

<< Infine c’era lui a supervisionare tutto: Ugo Rossetti. In perfetto stile Berlusconiano, Nonno Ugo era presente in ogni puntata e si autoritagliava degli spazi propri, facendo il cazzo che gli pareva.
Come in una campagna elettorale d’altri tempi, si faceva riprendere mentre era gentile con una bambina, mentre accarezzava la testa di un fanciullo, mentre regalava un supermega giocattolo ad un bimbo. Sarebbe stato un perfetto politico!
Incommensurabile>> (da http://www.lorenzone.it/news/viewart.php?idart=333)

Incommensurabile sì.. non esisterà mai più.
Su alcuni punti non sono completamente d’accordo con l’autore dell’ “articolo”. In fondo era tv trash, tv monnezza, ma era FIERA e CONSAPEVOLE di esserlo. Non pretendeva di passare per qualcosa di dignitoso o moralmente educativo. Era vera, semplice, QUASI ingenua. Ma forse ero io ad essere solo una bambina. La sputagiò.. tutta sfolgorante, lampeggiante, piena di lucette e tasti, se non ricordo male. L’avrei tanto voluta vedere, anche per un istante, dal vivo. Ma io miei alla citta del mobile non mi ci portarono mai.. forse nemmeno lo chiesi mai. La mia modesta cameretta l’avevo (mmh… ce l’ho ancora.. è sempre lei..gh) e andava bene quella.. perchè andare fino alla Salaria? ..un saluto a te Ugo Rossetti.

Oi!

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