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	<title>Casaccius, way of life</title>
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		<title>almost november</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 16:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiaretafranklinpd</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi ha cominciato a cambiare l&#8217;aria. fa più freddo ed andare in bici era davvero piacevole. Sono andata in un negozio di prodotti italiani a Shinsaibashi, volevo delle fettuccine, del peperoncino come dsi deve, del pesto e qualche altra cosina.. Ho ceduto all&#8217;italianità.
I sentimenti e le sensazioni che provo ogni giorno sono difficili da mettere [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casaccius.wordpress.com&blog=1488343&post=15&subd=casaccius&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Oggi ha cominciato a cambiare l&#8217;aria. fa più freddo ed andare in bici era davvero piacevole. Sono andata in un negozio di prodotti italiani a Shinsaibashi, volevo delle fettuccine, del peperoncino come dsi deve, del pesto e qualche altra cosina.. Ho ceduto all&#8217;italianità.</p>
<p>I sentimenti e le sensazioni che provo ogni giorno sono difficili da mettere nero su bianco dopo qualche ora da quando il ho provati. Ma mi è impossibile fermarmi e scrivere in ogni momento. Sarebbe troppo poetico e libresco, in realtà poi a lavoro mi riempiono di cose da fare e a casa rimastemi poche ore sono sempre impegnata in altro o preferisco proprio uscirmene.</p>
<p>Le cose con Ayumi sono migliorate, ci prendiamo molto di più. Giovedì le cucino una bella pasta (fettuccine appunto) al ragù speriamo di far bene.<br />
Domenica le è praticamente &#8220;esplosa&#8221; la pentola a pressione: io ero in bagno ed è venuta a chiamarmi con un misto di risate e imbarazzo.  La cucina era totalmente ricoperta di zuppa giapponese, in origine destinata nel nostro caso al povero fidanzatino malato di ayumi, che era venuto a riposare e portare i suoi batteri a casa nostra. Restituita alla cucina una parvenza di cucina sono uscita con Miho. E&#8217; stata un pomeriggio veramente piacevole. In realtà tutto il fine settimana era girato per il verso giusto.<br />
Venerdì sono stata invitata da un collega per una buonissima cena: è finita ad alcol e chiacchiere. Yamaguchi, collega giapponese anche lui invitato, aveva portato dei budini alla castagna che definire buoni è un eufemismo. Qua ad Osaka si mangia troppo ma troppo bene.</p>
<p>Sabato invece sono stata con altri colleghi agli Universal Studios: parco giochi prevalentemente per bambini, con pupazzi che vanno da Hello Kitty a Snoopy. Io odio vedere i pupazzi dei parchi giochi. Dentro c&#8217;è uno stronzo che si sta guadagnando la pagnotta fingendo di essere il più felice sulla terra.. MA CHE MERDA! E odio le sfilate a mo&#8217; di carri carnevaleschi, co sti pupazzi del cazzo: mi imbarazza vederli ballicchiare con mosse scattose e caruccette, gni gni pu pu, e indicare, puntare la gente, i bambini e salutare. Come per dire &#8220;sì yeah dicevo proprio a te, sei il più fico di tutti! ora ti indico e ti saluto&#8221; &#8220;però aspetta anche vicino a te c&#8217;è il più fico del mondo, ehy ciao bambino, sì proprio tu!&#8221;&#8230; Che orrore. Mentre magari quello dentro al pupazzo sta pensando che è un fallito perchè ha fatto cilecca con la donna o che deve passà alla posta pe pagà l&#8217;abbonamento alla rivista &#8220;Tutto sul badminton&#8221;, ma se sta parata non finisce in tempo je chiude lo sportello.<br />
Non volevo aprire questa parentesi ma l&#8217;orrore per le parate disney, warner, universal e quant&#8217;altro lo volevo condividere e mi sono persa.</p>
<p>Ad ogni modo anche se sembra difficile crederlo dopo le mie parole, sono stata benissimo: la cosa più straultracool è stata l&#8217;attrazione BACK TO THE FUTURE e la foto con la Delorean dietro mentre io e Leonardo, il pupo con noi al parco, figlio di collega, guardiamo l&#8217;orologio come l&#8217;amato Micheal J. Fox. Ovviamente i giapponesi che ci squadravano non hanno capito la citazione, ma chiselincula. Eravamo una vera attrazione: per una coincidenza tutta la compagnia dei cinque era biondo capelluta. Il bimbo, leonardo, era diventato un&#8217;altra attrazione del parco: i &#8220;かわいいいいいいいい”　ovvero i &#8220;Checcccarinooo&#8221; da parte delle ragazze in fila o in giro si sprecavano. Qualcuno di mia conoscenza avrebbe sfruttato immediatamente il marmocchio per rimorchiare..!</p>
<p>Penso di essermi presa anche io qualche  &#8220;めっちゃかわいいい” , la mia chioma bionda, finchè dura, riscuote ancora successi. Che responsabilità essere biondi in giappone. In certe scuole mi diceva Miho (tipo la sua al tempo) proibivano di tingersi i capelli! che genii di razzismo che sono i giapponesi:D Sono semplicemente razzisti, in buona fede! Mica pe cattiveria, però raus! ahah Si passa dal percepire odio e disprezzo negli occhi di qualcuno, all&#8217;amore profondo della cassiera 50enne e più del supermercato dietro casa conquistata con una battuta sulla pesantezza della spesa (ebbene sì faccio battute in giapponese!) mi si voleva n&#8217;altro po&#8217; adottare. Ma di lei parlerò più avanti.</p>
<p>Comunque&#8230; Sabato sera invece, stremata dalla lunga giornata agli Universal dopo millemilioni di km (perchè sti studios stanno in culo a osaka, vi dico solo che abbiamo preso: bicicletta, metro, traghetto) torno a casa, mi cambio alla velocità della luce, mando il solito messaggio: perdonami sarò in ritardo, e incontro Hiromi:) New entry tra le amiche, conosciuta tramite un sito italia-giappone, perchè noi siamo gggiovani tencologggici, è stata una piacevole compagna di cena e bevuta. Si è parlato del più e del meno, così come di andarcene a fare viaggetti qua e là in questo periodo. La vedo molto propensa a muoversi e io sto ovviamente in fissa.</p>
<p>Umeshu a go go, sakè e poi abbiamo perso gli ultimi treni per tornare a casa. Io ho rimediato con un altra linea metro e un piccolo pezzo a piedi, lei pure aveva un&#8217;altra linea, ma s&#8217;è tipo dovuta fa 15 minuti a piedi. Privilegi di abitare in centro..una volta tanto in vita mia.</p>
<p>Eccoci tornati a domenica. Dopo una bella dormita me ne esco per ora di pranzo, me ne vado nelle amate Nipponbashi e Nanba e subito dopo l&#8217;inizio della pioggia ci incontriamo con Miho. Perfetto piove. Il parco dove volevo andare chiude alle 5 e comunque sta per diluviare. Si decide (Miho lo decide, e credetemi è cosa rara!:P ) di andare all&#8217;Aquarium di Osaka, uno dei più importanti del mondo a detta loro, ma non ci credo. Non sono un&#8217;amante dei pesci, ma questi erano veramente uno spasso. E poi l&#8217;ultima volta che ero stata in un acquario era a Barcellona in gita scolastica ed ero ancora ubriaca dalla sera prima&#8230; un incubo. Immaginatevi un post-sbornia. Mal di testa, nausea, tremore, ubraichezza, accollaggio.. tutto questo in un acquario. Costretta poi ad andare perchè parte del giro turistico previsto per la classe. Che momento tragico. Maria e Erica avevano accusato meglio la mattina dopo. Ma io fracica già al tempo di sicuro mi ero fatta quei tre cicchetti in più tanto per fare la sborona e quella che regge l&#8217;alcol, e la mattina dopo li stavo pagando tutti. Pesci, vomito, acqua, vomito, bollicine, vomito, colore blu e verse, vomito. Ancora ricordo gli ultimi rutti pre-uscita: quelli della salvezza, quelli prima della fame tossica. Eravamo stati dentro un&#8217;eternità e il mio fisico aveva deciso che doveva darsi da fare a smaltire ora e subito. Mi ero data da fare con Maalox e quant&#8217;altro e il momento che rividi letteralmente la luce del sole e non quella filtrata delle vasche, mi sembrò di rinascere. Insomma, un incubo anche un po&#8217; ridicolo che dovevo cancellare con un ricordo migliore.</p>
<p>Sti pesci fanno ridere un botto. Miho è sufficientemente cretina da interpretare qualunque posizione pescifera nel più scemo dei modi. Certo ammetto che quando trovi un pesce in posizione verticale a bordo vasca non è che serva grande senso dell&#8217;umorismo per prendersi gioco di lui.<br />
Miho continuava a ripetere: &#8220;Mi sta prendendo in giro. No non ci credo. Mi stai prendendo in giro?&#8221; parlando col pesce.<br />
Pesci dalle forme più idiote: a uno di questi (tra l&#8217;altro pesci abnormi e questo a pensarci mi fa un po&#8217; tanto schifo) madre natura si era palaesemente scordata di fornirgli la coda. Imbarazzante.</p>
<p>Ma non vorrei parlare di pesci sinceramente.</p>
<p>Miho, mentre eravamo al MacDonald e probabilmente per azzittirmi visto che già avevo iniziato a cacarle il cazzo facendo la finta salutarista anti multinazionali e dicendole quanto alla fine la robba di mac facesse cacare, mi comincia anche a raccontare che lei e la madre si sono attivate per cercarmi il nome giusto in giapponese, cioè la giusta pronuncia abbinata a kanji che abbiano un senso compiuto. E nel farlo si sono anche divertite alle mie spalle appioppandomi dei KIARA che significano &#8220;Sentimenti Rozzi, spirito rozzo&#8221; 気荒 . Ma quello &#8220;serio&#8221; più gettonato è stupendo. E significa &#8220;speranza per un brillante/domani che verrà&#8221; 希明来. Cazzo  めっちゃすごい！troppo bello, quasi non me lo merito. Me sa che spirito rozzo mi si addice di più:P</p>
<p>Cose da raccontare ancora tante, la serata con Miho è poi finita in un posticino delizioso, rozzo quanto accogliente consigliatomi da un collega. Buona la birra buona la cena. Ne parlo domani, ma per stasera ho finito le cartucce. L&#8217;effetto stordimento da birra sta finendo, ayumi sta andando a letto pure lei, ho speso abbastanza pure mandando email col cellulare, insomma t-rex può andarsene a nanna.<br />
Domattina il quotidiano combattimento coi salary men giapponesi su strada. Li odio. Quelli giovani pretendono de svejasse tardi　e arrivà in tempo a lavoro, correndo per strada o sul marciapiede, in biciletta come camminando, cambiano direzione all&#8217;ultimo momento prima di un semaforo, agitandosi con sgraziati movimenti manco fossero stati colti da ictus; ma i peggiori sono quelli vecchi: con capello tendente bianco, o incicciottiti da una vita di uomini divorziati che tutti le sere vanno tristemente a mangiarsi udon fuori casa perchè a cucinare ce pensava sempre la moglie schiava e mo che so separati se ritrovano senza cena, maledettamente antipatici perchè non vedono una fica se non quelle nelle riviste porno, assolutamente impotenti causa troppo lavoro, e che camminano come de clown del cazzo in mezzo al marciapiede o agitando il braccio libero dalla ventiquattrore manco je desse la carica pe vive. Ecco oggi a uno di questi gli ho accidentalmente colpito la manoccia grassa mentre in bicicletta cercavo di zigzagare la MAREA di giapponippi frettolosi che andavano nella mia opposta direzione. Subito mi giro tra un &#8220;sumimasen&#8221; e un &#8220;gomennasai&#8221; e trovo la faccia de sto stronzo: me guardava come se fossi colpevole di chissà che misfatto e meritassi la gogna. Faccia di sprezzo misto a stupore, e ci giuro che ha pensato: &#8220;sta straniera del cazzo&#8221;. Al chè i miei sumimasen e gomennasai si trasformano magicamente in un &#8220;mavvatteneaffanculo&#8221; con mano a cucchiara molto esplicativa, almeno a roma. Magari je casca pure quel cazzo de braccio, che pareva n&#8217;aliante mentre camminava, non un cristiano.</p>
<p>ma mo perchè stavo a raccontà sta cosa?</p>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 16:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiaretafranklinpd</dc:creator>
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		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[In pieno stile manuguerresco, ecco arrivare la tristezza e lo sconforto.
Ho detto anche una bugia ad ayumi per giustificare le mie lacrime di ieri sera. Ma non ce la facevo a farmi vedere triste per il semplice fatto di sentirmi sola.
Il tutto è iniziato questi ultimi due giorni. Una serie di spiacevoli anche se stupidi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casaccius.wordpress.com&blog=1488343&post=9&subd=casaccius&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>In pieno stile manuguerresco, ecco arrivare la tristezza e lo sconforto.<br />
Ho detto anche una bugia ad ayumi per giustificare le mie lacrime di ieri sera. Ma non ce la facevo a farmi vedere triste per il semplice fatto di sentirmi sola.<br />
Il tutto è iniziato questi ultimi due giorni. Una serie di spiacevoli anche se stupidi imprevisti hanno dato il la al pessimo umore pronto a presentarsi come ogni mese all&#8217;appello. Che è poi sfociato in strano vittimismo malinconico.<br />
Qui a casa soffro del fatto di non avere internet in camera mia. Purtroppo nel paese della tecnologia (che poi tanto tecnologico non lo è) ayumi non ha messo la wireless in casa. Quindi stiamo con il cavo ethernet ed è sempre un attacca e stacca tra il mio e il suo computer. Solo che da quando sono arrivata qua la prima settimana nella stanza grande c&#8217;ha dormito lei, poi ci sono stata io ma perchè lei era fuori Osaka per andare a trovare i parenti e ora c&#8217;è di nuovo lei. C&#8217;è questo patto che ogni settimana o quasi, si farà (si spera) a cambio di camera, però ancora non ho visto come intende comportarsi lei quando spetterà a me la camera grande. Lei ha tutto in quella camera, io perlomeno gran parte dei vestiti più sportivi o comunque non di lavoro, li ho in un altro armadio. E poi c&#8217;è questa famosa questione di internet.. io ho necessità di connettermi soprattutto la sera, perchè in Italia, mentre qui sono le 9 e un quarto, è pomeriggio e fino alla mia mezzanotte è fattibile e comodo sentirsi con chi voglio contattare. Invece qua, tornando lei dal lavoro alle 7 e mezza o nei giorni festivi standosene in camera sua sola o col ragazzo, c&#8217;è sta faccenda che io non ho affatto libertà di usare internet proprio nell&#8217;orario in cui mi interesserebbe di più.<br />
Insomma le soluzioni sono due. La prima è comprare un altro cavo ethernet magari abbastanza lungo, e trovare il modo di farlo arrivare fino in camera mia con la scocciatura di avere sto filo che a un certo punto ti attraversa la camera, perchè i lavoretti di fissare i cavi al battiscopa non sono il mio forte e buchi a destra e manca non posso farli. La seconda opzione sarebbe fare un salto nel buio e comprare un dispositivo wifi, ovviamente a mie spese perchè l&#8217;idea è mia e finchè lei non ne sente la necessità, valle a spiegare che è una cosa utile, che non si può rimanere nella preistoria col cavo, e che bla bla bla. Da quanto ho capito non è che stia messa benissimo a soldi, ed ha molte cose da pagarsi, corsi di qua e corsi di là. Batterle a cassa non mi va, anche se dovrei. Insomma che fare? Senza contare poi che il cavo lo compro in 5 minuti, un buon apparecchio wireless mi comporterebbe invece molto studio in più, perchè nemmeno a casa l&#8217;ho mai installato e pure se non mi sembra cosa impossibile, c&#8217;è sempre il deterrente &#8220;lingua giapponese&#8221; a frenarmi: chiedi in giapponese il sistema wifi, spiega al giapponese del negozio, che come tutti i commessi non capirà un mazza, quale centralina o router o come si chiama hai, installa a casa il tutto seguendo istruzioni scritte con kanji incomprensibili, sperimenta la rabbia di aver comprato una ciofeca e di non essere in grado di andare a urlare contro ai commessi perchè tanto non ti capirebbero e in giapponese non sai ancora imprecare&#8230; Insomma lo sbattimento in questo secondo caso sarebbe notevole, ma forse si è capito che proprio per il fatto che continuo ad analizzarne i pro e contro, sarei molto propensa alla wireless. Davvero non so che fare, ed ayumi non è il massimo in questo genere di discussioni.<br />
In realtà evito proprio molte discussioni con lei. Ha questa capacità di farmi sentire ignorante. Non credo lo voglia o lo faccia appositamente, è proprio un atteggiamento, un movimento del visto, i suoi gesti.<br />
Poco fa cercavo di dirle che l&#8217;esame di inglese (uno di quelli per ottenere le certificazioni) che aveva appena sostenuto, comunque fosse andato, era ormai cosa fatta, passato, andato.. Beh io continuavo a pronunciare It&#8217;s gone con la &#8220;o&#8221; chiusa piuttosto che aperta alla &#8220;gaaan&#8221; e lei continuava a non capire. Perchè però gli altri mi capiscono? è questo che mi chiedo. Più lei fa così più io non riesco a parlarle. Forse non mi capisce davvero.. forse conosce l&#8217;inglese bene, ma non ha quell&#8217;abitudine alle diverse pronunce che magari ho io, che di inglesi parlati male ne ho sentiti tanti.. il mio compreso. O forse semplicemente viaggiamo su lunghezze d&#8217;onda diverse.. come ho creduto da subito e continuerò a credere. E&#8217; carina con me, ieri mi ha visto piangere anche.. non è stata affettuosa ma a modo suo ha provato a supportarmi. Nonostante la mia tremenda bugia.<br />
Mi sento quasi in colpa per aver raccontato questa bugia per giustificare il mio pianto, ma proprio perchè non mi sento a mio agio con lei totalmente, non me la sentivo di farmi scoprire così indifesa davanti a questi momenti di solitudine.<br />
Inizialmente proprio di questo stavo parlando. Solitudine. Forse è meglio che ritorni su questo argomento, prima di perdermi di nuovo. Vorrei riuscire a spiegarla, forse questo può alleggerirmi il peso che stasrea ho sullo stomaco al posto di quella piacevole emozione di felicità di cui parlavo l&#8217;altra volta.<br />
La premessa includeva il racconto del panico provato quando ho scoperto che il caricabatterie del computer non ne voleva più sapere di funzionare. E&#8217; successo giovedì mattina e mi aspettava una giornata molto impegnativa, perchè con Kubo san, una collaboratrice del Consolato, ero stata incaricata di andare a recuperare all&#8217;aeroporto del Kansai, la delegazione italiana dei professori e consorti e accolli venuta in Giappone per il workshop. Non sapevo a che ora il tutto sarebbe finito, ma soprattutto quanta forza avrei ancora avuto per compiere la &#8220;missione&#8221; e andare al grande negozio che di sicuro poteva avere quel che cercavo: farmi 30 minuti di bici ad andare e altre 30 a tornare, affrontare con i poco brillanti commessi il non semplice discorso di aver bisogno di un caricabatterie compatibile col mio computer (che qui in Giappone non è mai arrivato) ma con voltaggio, amperaggio e attacco adatti alla corrente giapponese. Sembra facile ora che lo scrivo. Ma in quel momento mi sembrava una difficoltà insormontabile. Soprattutto perchè era scocciatura mai così carica di responsabilità: senza caricabatteria il computer non avrebbe funzionato, senza computer funzionante io non avrei potuto comunicare. E almeno per un altra intera giornata! il giorno dopo mi aspettava dalle 6.15 (ora della sveglia) a orario indefinito, il workshop delle biotecnologie organizzato in culo ad Osaka e quindi l&#8217;ufficio e i suoi computer, ultima speranza di salvezza, non li avrei proprio visti. Insomma il punto è questo: mi sono sentita per la prima volta sola perchè qua non c&#8217;è l&#8217;amico o tua madre o tuo padre che quando sei stanco ti dà un calcio in culo e ti dice &#8220;daje su, st&#8217;ultimo sforzo&#8230; e poi t&#8217;accompagno io&#8221;. Qua c&#8217;è solo ayumi che chiude la porta quando mangia di là, mentre tutta casa dovrebbe essere condivisa. Ecco insomma.. Quello era il primo sentore che la negatività in arrivo, anche causa ciclo, avrebbe trovato terreno fertile.<br />
Compiuta con fatica ma con successo la missione, lo spiacevole incontro: un ragazzo si accosta con la sua bicicletta alla mia e comincia a bassa voce e ovviamente in giapponese a dirmi qualcosa. Premetto che da quando sono qui ho girato per la città in bicicletta quasi a qualsiasi ora del giorno e della notte e ho potuto constatare che è effettivamente un posto sicuro. Ma ovviamente, visto che la giornata, non era stata già abbastanza snervante, doveva capitarmi pure il moderno giovane alternativo represso che crede di essere un botto figo occidentale se propone alla straniera di farsi fare una sega. Ebbene sì, tra un farfugliamento a bassa voce e l&#8217;altro percepisco un &#8220;te dake&#8221; che vorrebbe dire &#8220;solo mano&#8221; e là capisco. Al mio &#8220;no&#8221; netto e  scocciato mi viene pure chiesto di ribadire: &#8220;muri?&#8221; ovvero &#8220;impossibile?&#8221;. &#8220;Sì MURI brutto testa de cazzo, levate&#8221;. Morale della favola: nulla di cui aver paura, ma tanto di cui scocciarsi. Perchè la prima cosa che mi viene in mente è: per quale motivo ci sono ragazze giapponesi che si vestono normalmente come mignotte o in modi assolutamente provocanti (e non dico bugia quando dico che sono tante) ma questo è venuto proprio da me? La cosa mi ha infastidito molto in quanto straniera, devo ammetterlo. Mi è sembrato quasi un luogo comune che diveniva realtà: io ragazza straniera, occidentale, bionda, capelli lunghi e sciolti, magari un po&#8217; più mossi della giapponese tipo, che per forza di cose deve essere di facili costumi e sessualmente a disposizione. Non avrei voluto fare questi ragionamenti, non amo generalizzare, ma devo ammettere che non ho potuto evitarli. E l&#8217;episodio ha un po&#8217; cambiato anche il mio modo di girare per le strade: prima sostenevo gli sguardi delle persone, interpretandoli forse più come dettati da curiosità: ai loro occhi posso sembrare una straniera che sta vivendo una normale vita quotidiana in giappone, con la sua bicicletta, la sua borsa da lavoro e tutto il resto, e mi rendo conto che questo anche in grandi città come Osaka non è usuale, soprattutto con straniera donna. Ora invece non amo soffermarmi più di tanto a capire cosa passi per la testa di chi mi guarda. E&#8217; come se da smaliziata avessi acquistato improvvisamente più consapevolezze, e sapere di poter essere vista anche come l&#8217;occidentale non gradita, l&#8217;occidentale libertina, l&#8217;occidentale intraprendente, l&#8217;occidentale senza valori, l&#8217;occidentale non remissiva, beh questo mi disturba. So che non è così. So che le cose sono cambiate e che bisogna continuare a cambiarle con la gente che invece queste chiusure mentali non le ha. Mi piacerebbe infatti piuttosto ragionare su che tipo di modelli occidentali vengono proposti qua. Cosa arriva in Giappone del nostro mondo a ovest? della nostra europa? dell&#8217;america? della russia? hanno percezione delle differenze? Ayumi raccontandole poco fa l&#8217;accaduto ha subito azzardato l&#8217;ipotesi che il ragazzo potesse avermi confusa con una prostituta russa, però dio mio.. tra una ragazza vestita semplicemente, vestitino nero sobrio, leggins monacali, sciarpetta e giacchetto super abbottonato per il freddo, e una prostituta russa ce ne dovrebbe essere di differenza. Ed è qui che torno a chiedermi se il solo avere questi capelli biondi possa poi fare una differenza tra chi più superficialmente dà giudizi e poi prende &#8220;iniziative sgradite&#8221;. Comunque tant&#8217;è che quella è stata la cieliegina sulla torta di giovedì.<br />
Ieri è iniziato il vero bad mood. Sveglia alle 6 e 15. Ma questa sveglia alle sei ha un suo senso particolarmente negativo se contestualizzata al fatto che tutto questo sbattimento per il lavoro è COMPLETAMENTE GRATIS e che ogni ora in più o extra, è solo un&#8217;ora in più levata alla mia vita sociale qui e un&#8217;extra di stanchezza. Con questo non voglio dire che non abbia avuto soddisfazione a portare avanti il workshop, e a sbrigare faccende che non mi spettavano e trovare soluzioni a problemi che ad altri sembravano chissà cosa.. Insomma alla fine ogni nuova situazione affrontata, ogni nuova persona conosciuta.. per me rappresenta un grandissimo arricchimento umano e pure professionale. Forse non sarò ambiziosa, ma mi diverte imparare come cavarmela anche in queste situazioni. Però che addirittura c&#8217;era il rischio di dovermi pagare da sola il taxi per raggiungere il posto.. eh beh questo no! sì perchè il Suita center fa praticamente parte dell&#8217;Università di Osaka e sta molto a nord di Osaka, perlomento della parte che può definirsi la città di Osaka. Ma mi sa che laggiù non è nemmeno comune di Osaka&#8230; vabbè non è importante, fatto sta che sto posto era tremendamente lontano e sembrava non vi fossero mezzi che ci evitassero l&#8217;ultimo lungo pezzo a piedi. Di conseguenza questo maledetto taxi, che il Ministero degli affari esteri rifiuta da un po&#8217; di tempo a questa parte di pagare ai suoi impiegati, era praticamente necessario. Sorvoliamo su come abbiamo risolto il problema, e passiamo al ritorno che seppur divertente tra una battuta e l&#8217;altra con Kubo san, è stato una traversata oceanica: 3 cambi metro e recupero biciletta al consolato. Arrivata a casa oltre ogni orario previsto ero stremata ma decisa a non buttare al cesso il venerdì sera. Connesso il computer trovo un paio di mails di Miho in cui mi si proponeva una birra insieme: non vi dico che felicità pasquale. Non è facile beccare Miho, ha degli orari di lavoro folli e per sua fortuna ha anche una vita fatta di persone, amici, madre e cose da fare. Quindi non potevo che essere contenta che mi avesse proposto di uscire senza troppi complimenti o organizzazioni, tanto più che mi andava di ubriacarmi di birra e chiacchiere più di ogni altra cose. Ma la mia era una felicità effimera e fugace. Le rispondo senza notare l&#8217;orario delle sue mail e quindi della sua proposta: primo pomeriggio. Dopo poco ricevo la sua email in cui dispiaciutissima mi avverte che non avendo ricevuto risposta aveva pensato che non potessi nè usare il computer, sapendo del problema della batteria, nè consultare le mail fino al lunedì successivo quando sarei tornata in ufficio. Insomma aveva pensato bene di organizzarsi diversamente e accettare l&#8217;invito a casa di un amico. Conclusione: me la so presa amabilmente nel culo a causa di straordinari non pagati. Insomma a un certo punto ieri sono crollata, ero stanca, il ciclo in arrivo, divertimenti sfumati e poca voglia e contatti per mettersi a organizzare qualcos&#8217;altro, rabbia, frustrazione per non essere riuscita nonostante mille ricerche a trovare il modo di ottenere un fottuto cellulare, e così via. Sono arrivate le lacrime, e più tardi quando ayumi era già rientrata. Non vi dico che imbarazzo all&#8217;inizio, poi mi ha fatto piacere. In fondo sono momenti in cui si diventa più intimi. La cosa che mi è dispiaciuta è stata la bambinata difensiva di inventarmi una brutta balla da raccontarle per nascondere il vero motivo del mio pianticello e del mio pessimo umore. Certo poi ci si è arrivati a toccare certi discorsi sulle proprie debolezze, ma non avrei dovuto mentirle. Ad ogni modo quel che è stato è stato, tenterò di rimediare.<br />
Ora ho sonno, ho scritto tantissimo. Un insipido sabato sera a casa. D&#8217;altronde posso pretendere di avere uno stuolo di amici anche qui? e poi comparabili con quelli che ho in Italia? Mai dire mai, ma di certo tre settimane sono pochine. Non ho voluto frequentare qui un corso di giapponese, non ho voluto abitare in un più vivace studentato per non ghettizzarmi, non sono venuta come erasmus nè comunque con l&#8217;università alle spalle.. Devo costruirmi tutto qui. Devo partire da zero: dalle abitudini, ai diversi percorsi per arrivare nei posti da me più frequentati, dagli amici alla tintoria di fiducia (che devo trovare!), dal supermercato con i migliori prodotti ai locali di buona musica.. insomma nessuno mi guida ma soprattutto non ho nessuno accanto a me che sta affrontando le mie stesse esperienze. Magari c&#8217;è qui ad Osaka un&#8217;altra Chiara, di sicuro, magari sudamericana o indiana o che ne so. Ma non è qui accanto a me e non ho occasione di entrarci facilmente in contatto.<br />
Ed è forse questo il fantastico di questa esperienza e al tempo stesso il suo lato talvolta più disperato.</p>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 11:09:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non avrei potuto iniziare i miei racconti in una serata migliore. E&#8217; presto, sono le 9 e 40, ma sento tutto il peso della giornata sulle spalle stasera. Vorrei andare a letto ma sono troppo pigra per andarmi a lavare, struccare, spogliare.. Ayumi è di là nella stanza grande, da ieri infatti sono tornata nella [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casaccius.wordpress.com&blog=1488343&post=8&subd=casaccius&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Non avrei potuto iniziare i miei racconti in una serata migliore. E&#8217; presto, sono le 9 e 40, ma sento tutto il peso della giornata sulle spalle stasera. Vorrei andare a letto ma sono troppo pigra per andarmi a lavare, struccare, spogliare.. Ayumi è di là nella stanza grande, da ieri infatti sono tornata nella stanza più piccola della mia casetta di osaka quella con la cucina .. Quante cose sono successe in queste quasi tre settimane di vita in Giappone. Ma non sono volate, al contrario mi sembra un&#8217;eternità, ho goduto di ogni istante, anche di quei momenti che volevo passassero in fretta.<br />
E ora tuona e c&#8217;è un gran temporale fuori.. In realtà non è un semplice temporale, ma è il mio primo tifone oceanico. Eh sì perchè il Giappone non pago di avere già problemi sismici e tsunamici non si fa mancare nulla e &#8220;propone&#8221; ai suoi avventori anche pericolosi tifoni e cicloni. Ma questo è speciale perchè è il mio primo tifone. Si chiama Melor. Ciao Melor, vedi di non rompere troppo i coglioni che domani devo arrivare dall&#8217;altra parte di Osaka e tornare a piedi.<br />
Sono venuta a Osaka tre settimane fa per iniziare questo stage al Consolato. Decidere di intraprendere questa piccola avvenutura non è stato facile. Soprattutto data la mia T-rexaggine leggi tirchieria, nell&#8217;investire e spendere soldi. Avevo paura che venire qui senza una borsa di studio o senza guadagnare lavorando potesse essere rischioso e dispendioso, oltre che ingiusto. Poi grazie alla pazienza e alla tenerezza e comprensione di alcune persone che ho la fortuna di avere nella mia vita sono giunta a pensare che fosse solo ingiusto. Ma che potesse essere anche l&#8217;inizio di qualcosa.<br />
Non voglio scrivere un diario, sarebbe noioso avere questo &#8220;appuntamento&#8221; ogni giorno, noioso e per me impossibile. Non sono una persona brava a organizzare quel che non mi va di organizzare.<br />
Voglio raccontare delle cose, degli episodi che mi sono capitati, mi stanno capitando e capiteranno. Qui in Giappone per queste prime tre settimane mi è sembrato davvero di vivere in un libro o in un manga: ho sperimentato tante cose diverse, persone, situazioni mi è sembrata una vita a episodi in pratica:) quasi come se ogni giornata avesse un titolo eheh<br />
Il risultato almeno per ora è che sono felice. Questa felicità qui non l&#8217;avevo mai sperimentata. So che non c&#8217;è forse una felicità universale, e so anche tutti i problemi che la gente si fa quando bisogna parlare di felicità.<br />
Però certi momenti in cui le emozioni ti premono nel petto e senti di aver bisogno di un gran bel respiro a pieni polmoni, beh io interpreto quelli come momenti di felicità. E di questo tipo ne ho provati parecchi questi giorni, devo ammetterlo.<br />
Sto vivendo da sola dall&#8217;altra parte del mondo per la prima volta nella mia vita e sembra che ce la stia facendo. Ragionandoci su ammetto di provare un po&#8217; di soddisfazione, mentre continuo a godermi le quotidiane conquiste e il superamento di diverse difficoltà o paure che avevo in passato.<br />
La paura che il ragazzo di Ayumi non mi trovasse alla stazione di Umeda il giorno del mio arrivo, la preoccupazione del giudizio di Ayumi e di come ci saremmo trovate a vivere insieme sotto lo stesso tetto per più di quattro mesi, la cacarella del primo giorno di lavoro al consolato (quella solitudine nel silenzio dell&#8217;ascensore mentre saliva fino al 31° piano), il panico davanti al primo lavoro assegnatomi dal Console, il grande sforzo di comprendere tutta questa gente intorno a me che in giapponese tenta di spiegarmi la strada, i propri sentimenti e le proprie scelte, gli ingredienti di un piatto tipico, come fare un biglietto della metro, i gusti dei giapponesi in fatto di stagioni, il fatto che io sembri nord europea e non italiana, come si deve dividere e buttare la mondezza, gli orari di chiusura e apertura del supermercato, pointo caado wo motte kimashita?, che i tifoni sono abunai e non vanno presi sotto gamba.. e come se il tifone Melor avesse sentito che parlavo di lui ha fatto fischiare il vento sotto la porta o dalla finestra.<br />
Che sonno stasera. Ayumi e ragazzo stanno facendo il bagno, dopo credo che andrò io. Senza ragazzo purtroppo. Approposito, l&#8217;altro ieri mi è capitato di vedere un ragazzo giapponese di una bellezza davvero disarmante.. rincorrerlo sarebbe stato troppo sfrontato e poco &#8220;mirko finita la pioggia s&#8217;incontra e si scontra con Licia e così&#8230;&#8221;.<br />
Ho conosciuto tre ragazze però, e ho avuto fortuna perchè con tutte e tre ci siamo trovate. Miho, Taeko, Tomoko. Abbiamo passato serate o pomeriggi divertenti e già questo mi basta.<br />
Miho vabbè sono già innamorata, penso che di lei parlerò molto. L&#8217;ultima volta, domenica scorsa praticamente, mi ha invitato all&#8217;omatsuri della sua cittadina, ovvero alla tipica festa/fiera giapponese con bancarelle e giochi per bambini (e per Chiara ahah), tipo pesca del pesce rosso e di biglie colorate nonchè &#8220;spara ai barattoli&#8221;, penso di aver vissuto in un sogno quella sera.<br />
Con Taeko chan sono finalmente andata anche a bere fuori. Ci voleva e mi è sembrata anche una gran bevitrice <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  è molto cheerful sorridente allegra ed è di Kobe, quindi prossima volta la trasferta la faccio io. Ci si è lasciate con l&#8217;idea di concederci un po&#8217; di shopping insieme. Il T-rex che è parte di me verrà messo alla prova.<br />
Tomoko è la più giapponese di tutte, ragazza carina ben vestita capelli perfetti (come tutte le maledetti giapponesi) ma di un affettuoso incredibile e disarmante. Ieri appena incontrata mi sono fatta scrupolo ad abbracciarla: a volte ancora mi faccio condizionare dalla paura e il preconcetto che i giapponesi non amino il contatto fisico. Mi sto ricredendo. Mi sono infatti accorta che salutandoci con gran sorrisi e &#8220;konnichi wa, yoroshiku tanto piacere!&#8221;, aveva accennato ad un abbraccio e io non ho risposto a dovere. Ma dopo credo di essermi rifatta con qualche pacca sulla spalla eheh.<br />
Sono strani questi giapponesi, ti aspetti una cosa ma fanno sempre l&#8217;esatto contrario. Li adoro in queste loro manifestazioni di suprema schizzofrenia.<br />
Questa degli abbracci e del contatto fisico è una cosa che voglio osservare. Ho quasi l&#8217;idea che valga tra giapponesi ma non se ci si confronta con uno straniero. E&#8217; come se con te, gaikokujin, biondo essere italico, modello occidentale di ragazza un po&#8217; ad anfora, sia lecito abbracciarsi, perchè i modi occidentali in quel caso sono concessi e anzi necessari per dovere di ospitalità, per tentare di metterti a tuo agio, mentre tra giapponesi non sia ancora pratica diffusa e comunemente accettata.<br />
Una mia collega giapponese, ma moooolto internazionale, soprattutto europea, mi ha detto che le persone che si baciano per strada possono essere o ragazzini particolarmente &#8220;sfacciati&#8221; (robba di high school) o ubriachi.. ahah. Tocca mbriacasse più spesso qua.<br />
However Tomo chan è interessata all&#8217;Italia e all&#8217;italiano che studia da due anni. Ci siamo prese un caffè e una torta insieme a Umeda ed è stato divertente quanto utilissimo per la lingua! finalmente ho parlato giapponese per più di un&#8217;ora di fila (ovviamente inframmezzando il tutto con l&#8217;italiano), perchè lei non conosce quasi per nulla l&#8217;inglese come le mie altre conoscenze. Abbiamo potuto dar sfoggio del nostro giappo-italiano migliore eheh Mi è sembrata molto contenta del nostro incontro, verrà a Roma per un mese da ottobre, conto di darle i contatti di alcuni dei miei amici in modo da non farla sentire sola e spaesata:) roma wa osaka yori abunai! Prossimo weekend, cena insieme mentre dopo il suo ritorno, a novembre, si è progettata una gita o Kyoto o dintorni con un suo amico italiano della zona che può farci da guida.<br />
Il sonno avanza, sto davvero per svenire. E si sono fatte le 23.46 tra una doccia e un&#8217;abluzione. saluto me stessa abbandono il mondo reale e mi tuffo nelle rielaborazioni di un sogno, sperando siano piacevoli<br />
=)<br />
oyasumi.</p>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2008 00:07:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[
Finiti gli esami, mi occuperò esclusivamente di questa attività per tutta l&#8217;estate.
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://casaccius.wordpress.com/2008/07/03/4/"><img src="http://img.youtube.com/vi/bZYuRk1pFO0/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p>Finiti gli esami, mi occuperò esclusivamente di questa attività per tutta l&#8217;estate.</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/casaccius.wordpress.com/4/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/casaccius.wordpress.com/4/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/casaccius.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/casaccius.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/casaccius.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/casaccius.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/casaccius.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/casaccius.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/casaccius.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/casaccius.wordpress.com/4/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/casaccius.wordpress.com/4/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/casaccius.wordpress.com/4/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casaccius.wordpress.com&blog=1488343&post=4&subd=casaccius&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<pubDate>Mon, 30 Jun 2008 20:37:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Siricomincia. Questa è una di quelle decisioni che ho preso di notte un momento prima di addormentarmi.. Che poi non è mai un momento, ma dura ore. C&#8217;è questo momento la notte, specie si si sta a letto e si ha la musica nelle orecchie, durante il quale tutto sembra così chiaro, saresti capace di grandi cose, di combattere la tua guerra, di studiare tutte quelle pagine che durante il giorno non hai studiato, in cui ti riprometti di trovare la persona con cui passerai la vita il giorno dopo, di prendere l&#8217;appuntamento dall&#8217;ortopedico perchè la caviglia fa male, di farti coraggio e chiamare il tuo amico e dirgli che non t&#8217;è mai passata, e in cui decidi che ricomincerai a disegnare, a far sport, a sorridere, ma a non sorridere se non necessario, a smetterla di essere scontrosa, ma a smetterla pure di essere buona, a non sentirti così male dentro ogni volta che vedi un animale morto per strada pensando che &#8220;la macchina che l&#8217;ha investito non fa parte dell&#8217;ecosistema&#8221;</p>
<p>In uno di questi momenti ho deciso tirar su la serranda di questo posto. Se laura vorrà, lo tirerà avanti con me.</p>
<p>Stavolta sarà personale. Perchè quando ho voglia di cazzeggiare e basta, mi rivolgo alla vita. Per scrivere di tutto, c&#8217;è il blogghè.  Sentiamo sempre questo bisogno di presentare quel che di nuovo produciamo.. Se ci si inizia a vestire in un modo diverso, se si cambia idea su qualcosa, se si ascolta qualcosa che prima non si ascoltava, se la tua migliore amica è una persona che non ti saresti mai aspettato di volere accanto a te.. Sentiamo sempre la necessità di giustificarci. Ma ora non ci vedo più nulla di male nell&#8217;essere in linea con il mondo e farlo anch&#8217;io. E non vorrei perdere altro tempo a giustificarmi sul perchè mi giustifico.</p>
<p>La mia vita è una bella vita. Ma ho pure capito cosa vuol dire sentire talvolta il vuoto dentro. Un vuoto che poi riempi di altra vita. E che poi come quei contenitori di bevande da ufficio, può capitare contenga acqua che sembra distillata. Vorrei man mano imparare a sostituire quell&#8217;acqua insapore con del buon chin8 neri o del long island. Di questo parlerò. Le metafore le odio, ma mi sa che alle medie questa figura me l&#8217;hanno insegnata bene e quindi ora mi tocca farne uso. Certo non posso utilizzare un chiasmo.. troppo X.. oggi mi sento y.</p>
<p>Ieri ho visto Juno. Io avevo il mio Paulie. Ma come tutte le non-Juno me lo sono fatto scappare. E la mia vita è cambiata.</p>
<p>Juno è entrato prepotentemente nella mia vita ieri pomeriggio. Il film dico. I film della mia vita ve li dico subito, così li saprete e basta. Leòn, The Cutting Edge, i Goonies, Jane Eyre, Little Miss Sunshine, The Big Lebowski, Battle Royale, Ghost World, Fucking Amal, High Fidelity, Back to the Future, The Fifth Element, The Warriors.. Ce ne sono altri ma ora non mi vengono..  e non mi sembra così grave non ricordarmene i nomi, perciò non mi sforzerò. Ecco, ora che ho soddisfatto questo inutile desiderio di elencarveli mi sento improvvisamente insicura al pensiero di come questa lista possa variare dall&#8217;oggi a domani.. Beh ci accontenteremo della sua provvisorietà.</p>
<p>Harry Potter l&#8217;ho escluso volutamente, non rompete. Grazie ai suoi film ho potuto vivere momenti altrimenti impossibili da vivere (veramente IMPOSSIBILI), però senza i suoi film la mia fantasia non avrebbe lavorato part time..</p>
<p>Juno è un bel film. Mi è piaciuto un casino e mi spiacerebbe proprio se non fosse lo stesso per voi.<br />
Studio un po&#8217; in attesa che Boris vada in onda su Fox che non ho, e venga condiviso in rete per la gioia di Madre Libertà. E in attesa che questo mondo si automigliori o si autoghigliottini.</p>
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		<title>Ciao mondo!</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Aug 2007 10:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>chiaretafranklinpd</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Uèèèèè Uèèèèèèè!
Uèèèèè! Uèèèèèèèè!
       <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casaccius.wordpress.com&blog=1488343&post=1&subd=casaccius&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Uèèèèè Uèèèèèèè!</p>
<p>Uèèèèè! Uèèèèèèèè!</p>
<img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/casaccius.wordpress.com/1/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/casaccius.wordpress.com/1/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/casaccius.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/casaccius.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/casaccius.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/casaccius.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/casaccius.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/casaccius.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/casaccius.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/casaccius.wordpress.com/1/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/casaccius.wordpress.com/1/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/casaccius.wordpress.com/1/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=casaccius.wordpress.com&blog=1488343&post=1&subd=casaccius&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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